Il design partecipato tiene in considerazione la materialità degli artefatti, dei supporti e degli strumenti. Come interpretare questa particolare attenzione per il mondo tangibile?
Partendo dalla dimensione della consistenza non solo degli spazi di lavoro, ma anche dei processi stessi di progettazione, con i loro oggetti, i loro colori, il loro “peso”.
Proviamo a definirne le dimensioni (M. A. Eriksen, “Material Means”, P.D.C 2006).
Materials è il mondo tangibile delle cose fisiche degli uffici e delle officine, della carta, delle forbici, delle pene e dei post-it, di tutto ciò che è aperto all’essere sistemato, montato,
assemblato e ri-assemblato.
assemblato e ri-assemblato. Materializing è il fascio di processi che manipolano il materials, nel momento della definizione dei significati e delle direzioni da intraprendere.
Materialized raccoglie le rappresentazioni, i modelli, gli schemi, frutto del materializing che costituiscono gli strumenti partecipati per il confronto e l’esplorazione dei concetti e dei significati prodotti dai partecipanti al lavoro collaborativo.
Re-representing come il processo di composizione e ulteriore manipolazione condivisa di quanto sia materialized, di ciò che già in precedenza è stato oggetto di progettazione e discussione, verso un percorso di design riflessivo e iterativo che non metta da parte quanto prodotto dai partecipanti ai laboratori di progettazione.
Non buttate i cartelloni
vedrete,
prima o poi vi serviranno.
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