Nei casi difficili, in cui non ci sia sufficiente uniformità di obiettivi, di significati dati alle cose, di linguaggio, occorre ricorrere ad un metodo ‘terapeutico’ per creare preliminarmente condizioni soddisfacenti di lavoro e di collaborazione.
Per diminuire l’ambiguità e stabilire un clima di fiducia tra gli attori coinvolti, c’è bisogno di un approccio basato sulla cura (Ciborriana) della comunicazione per il recupero del senso delle cose, nonché della facilitazione (Rogersiana) per il recupero della relazione e della fiducia con attenzioni proprie del counselling: il Social Practice Design, un approccio che sfrutta appieno l’osservazione etnografica per far prendere coscienza dei problemi e l’indagine fenomenologica per far emergere le visioni di soluzione.
La cura e facilitazione nei casi difficili col Social Practice Design
Pubblicato da
gianni jacucci
lunedì, marzo 09, 2009
19:02
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