Oggi Terry Winograd si occupa di progettazione dell'integrazione tra utenti e sistemi informatici.E' stato un pioniere dell'intelligenza artificiale e nei primi anni del suo lavoro alla Stanford University si occupava di quel segmento dell'IA che tratta della comprensione del linguaggio naturale.
Nel 1987 scriveva assieme a Fernando Flores un saggio straordinario dal titolo "Understanding Computer and Cognition", tradotto anche in italiano come "Calcolatori e Conoscenza". Un saggio dove si contrappone alla tradizione razionalistica del pensiero scientifico occidentale, teso alla formulazione più precisa e sistematica di rappresentazioni che corrispondano alla realtà empirica, una strada nuova che trova le sue radici nel pensiero di Martin Heidegger e Hans Georg Gadamer: sono i padri dell’ermeneutica filosofica, un approccio radicale al pensiero filosofico che, a partire dal Novecento, mette in crisi i fondamenti del pensiero razionalistico e i limiti che minano ogni tentativo di ricondurre la nostra esperienza nel mondo a una rappresentazione completa e coerente.
L'ermeneutica contrappone al pregiudizio di identificare procedure di carattere intellettuale con il dominio stesso della realtà, delle cose e dei comportamenti umani, una concezione del conoscere come interpretazione nel quadro di una tradizione.
In questa luce la conoscenza non è né oggettiva e né soggettiva.
Non è oggettiva perché essa non è rappresentazione della realtà, in quanto conoscere è creare una realtà a partire da un processo interpretativo che si realizza nel linguaggio, e al di fuori di questo processo creativo non è possibile dire alcunché; non è soggettiva perché nel linguaggio il processo di interpretazione è immediatamente sociale, anche quando ci appare (per i nostri pregiudizi) individuale e privato.
Questo lavoro è tutt'oggi sullo sfondo degli approcci alla progettazione partecipata dei sistemi informativi. Negli ultimi due decenni sono nate nuove metodologie per lo sviluppo del software che partono dal presupposto che la struttura finale di un sistema informativo emerga da un processo di costruzione sociale del sistema stesso invece che da un'iniziale definizione dei requisiti del sistema seguita dallo sviluppo vero e proprio.
Si tratta di una scuola di pensiero di stampo socio-tecnico, che trova la sua massima espressione nel participatory design scandinavo.
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