Era l’epoca in cui mi divertivo a raccogliere frammenti di rassegna stampa che poi usavo nei miei corsi e nei seminari in cui ero invitato per parlare del rapporto altalenante, odio e amore, tra turismo e tecnologie. Devo dire che in quella raccolta finirono articoli che la dicono lunga sulla difficoltà, anche nel nostro paese, di fare innovazione.
Ma quel titolo capitava inavvertitamente nel mezzo di una rivoluzione mediatica e culturale che di lì a poco avrebbe calamitato l’attenzione di tutti i professionisti e gli studiosi di comunicazione.
Nel 2007 non si è parlato di altro.
Nova24, l’osservatorio dell’innovazione del Sole24Ore, gli ha dedicato la maggior parte delle sue testate: Risorgimento 2.0, l’Internet delle persone, Economia della simbiosi, Pubblico attivo…
A maggio dello stesso anno l’Ocse ha fornito i primi dati eclatanti:
“il 35% delle persone connesse in larga banda pubblica sul web
il 25% di coloro che hanno meno di 30anni ha un suo blog
la metà dei teenager fa parte di un network sociale in rete
in Giappone 8,7 milioni di persone hanno un blog
in Corea del Sud il 50% degli internauti ha un blog
in Cina il 43% delle persone che accedono alla rete creano contenuti, il 24% ha un blog” (fonte: Nova24 - #77 - giovedì 17 maggio 2007)
“il 56% dei navigatori italiani (11 milioni e 380 mila persone) si sarebbero collegati almeno una volta a siti user generated content", 4,4 milioni sono gli italiani attivi sui blog, 8 milioni sui siti Communities” (fonte: Nielsen NetRatings)
“L’italiano è la terza lingua parlata nei blog” (fonte: Technorati - aprile 2007)
Oggi siamo dentro ad un nuovo contesto culturale dove sono le persone, nella Rete, i nuovi potenti della comunicazione. Chiunque nei blog può pubblicare la propria verità.
La pubblicità e i media tradizionali ne escono completamente spiazzati. I consumatori scelgono sempre più in funzione dei feedback lasciati dagli altri utenti.
Si avverano le 95 tesi del Cluetrain Manifesto che diventa la nuova bibbia del marketing della conversazione.
Avevamo appena imparato ad usare i siti web per fare la comunicazione istituzionale ed eccoci proiettati in un nuovo contesto culturale che ci coglie nuovamente impreparati.
Cosa significa oggi comunicare on line?
Ascoltare, reagire, rispondere, entrare in simbiosi... in una parola sola COMUNICARE!
Questo è ciò che occorre fare, organizzandosi per farlo, con competenze aggiornate e con alcuni strumenti tecnologici che sono già a disposizione.
Ogilvy, agenzia di comunicazione e marketing one to one tra le più innovative del pianeta, ha costruito l’Online Conversation Scan, un tool dedicato all’analisi e al monitoraggio della brand reputation nei consumer generated media, come blog, newsgroup e network marketing.
Cogito, azienda leader nelle tecnologie di riconoscimento semantico del linguaggio naturale, ha inventato cogitomonitor. uno strumento che ascolta le conversazioni in rete per ricavare il sentimento dei consumatori, rispetto ad una marca o ad un prodotto.
Il Tourist Board di Helsinki sta in simbiosi con i propri turisti attraverso il CityWall, un grande schermo tattile dove le persone condividono le proprie esperienze di vacanza nella città e dintorni. L’ha progettato un italiano!
In tutto questo, e soprattutto nella maturata consapevolezza che occorre lavorare con approccio sostenibile su tutte e tre le direttrici, il cambiamento organizzativo, il rinforzo delle competenze e l’uso delle nuove tecnologie, che ruolo hanno i destination manager del futuro?
Si ragiona, si progetta, si lavora su questi aspetti nel "Laboratorio di progettazione partecipata dei sistemi di comunicazione web nel turismo" che tengo assieme ai mie studenti alla Trento School of Management.
